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Valle del Rio Seazza

Tematica: Ambiente e Natura - Categoria: Punti d'acqua - Luogo: Preone Torna alla Mappa
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Il rio Seazza è un piccolo affluente in destra del Tagliamento nel territorio del comune di Preone. Il corso d'acqua scorre in una stretta valle incassata tra ripidi pendii boscosi caratterizzata da una importante particolarità: i ritrovamenti fossili della zona sono unici al mondo. Alla fine del periodo Triassico, circa 200 milioni di anni fa, le rocce che oggi compongono le prealpi carniche si trovavano in un mare basso caratterizzato da immense lagune e isolotti, che verso nord cedeva il passo ad una depressione più profonda dove l'acqua ristagnava ed era povera di ossigeno, acida e con salinità elevata. I resti di flora e fauna tropicali che vivevano nella zona si depositavano così, assieme fini detriti calcarei, in un ambiente calmo che ne permetteva un'ottima conservazione a causa dell'assenza di organismi necrofagi ed il rallentamento dei processi putrefattivi. In seguito l'Africa, spinta dall'apertura dell'Oceano Atlantico, si è venuta a scontrare con l'Europa ed ha innalzato e spostato gli strati rocciosi, formando le Alpi. Con la successiva azione erosiva, dovuta soprattutto allo scioglimento dei ghiacciai, i resti fossili intrappolati tra gli strati rocciosi sono emersi nello strato superficiale. Nella valle del rio Seazza sono così osservabili organismi che raramente si conservano e che non si ritrovano comunemente. Per quanto riguarda i pesci abbiamo il Thoracopterus martinisi, che per sfuggire ai predatori saltava fuori dall'acqua grazie alla spinta della coda e sfruttava le pinne pettorali come ali per planare; il Pseudodalatias barnstonensis, un piccolo squalo di cui rimangono solo le batterie dentarie, in quanto le cartilagini dello scheletro si sono decomposte rapidamente; il Sargodon tomicus, appiattito lateralmente per nuotare in spazi ristretti e provvisto di denti anteriori a forma di scalpello, adatti per cibarsi di organismi muniti di guscio. Per quanto riguarda i rettili i reperti più importanti sono il Megalancosaurus preonensis, un piccolo rettile arboricolo con una testa da uccello e una lunga coda a uncino che alcuni studiosi hanno ipotizzato essere antenato degli uccelli; il Langobardisaurus, simile ad una grande lucertola; il Preondactylus buffarinii, uno tra i più antichi pterosauri finora scoperti, che riusciva a volare grazie all'estremo allungamento delle falangi del quarto dito delle zampe anteriori, che formavano un'ala simile a quella dei pipistrelli.
 

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