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Chiesa di San Rocco

Tematica: Arte e Cultura - Categoria: Chiese, Pievi e Santuari - Luogo: Cavazzo Carnico Torna alla Mappa
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Non si hanno documenti inerenti la fondazione della chiesa di San Rocco, ma i restauri post terremoto hanno rivelato l'esistenza di un preesistente edificio cultuale di probabile origine tardo quattrocentesca. Sulla scia del diffondersi della devozione per San Rocco al principio del XV secolo, ed in particolar modo in seguito alla costruzione di chiese intitolate allo stesso in territorio friulano (Udine, Gemona e Forgaria del Friuli), si può ipotizzare sorga la chiesa di Cavazzo Carnico.

Il primo documento a menzionarla porta la data del 1535; tra 1575 e la seconda metà del XIX secolo si susseguono descrizioni della chiesa e dei suoi arredi, registrate nelle visite abbaziali e pastorali. In seguito al terremoto del 1928 la chiesa fu gravemente danneggiata e non ricostruita, cosicché con il 1976 fu inevitabile la perdita dei tratti peculiari dell'edificio.

Il sacello di San Rocco fu rifatto, senza mantener fede ai suoi tratti originari. La chiesa si presenta con una facciata a capanna che introduce ad un portico, aperto su tre lati dagli archi a tutto sesto del XVIII secolo: sul colmo della facciata una bifora campanaria.

Oltrepassato il portale in pietra, ci si trova in un'aula rettangolare con travatura scoperta; il presbiterio poligonale ha anch'esso travatura scoperta, mentre si notano tracce dei peducci originari, sui quali poggiavano un tempo i costoloni del soffitto a crociera.

La struttura dell'altare maggiore, della bottega di Girolamo Comuzzo, rappresenta un unicum nel territorio friulano: si tratta di un trittico con sportelli riccamente intagliati. Nella parte centrale vi è raffigurata la Vergine tra i santi Daniele, Rocco, Sebastiano e Lorenzo, opera di ambito friulano tardo secentesca; le due pale laterali sono opera di Giuseppe Buzzi: a destra l'ultima cena, ripropone un impianto compositivo tradizionale; a sinistra l'iconografia è stata individuata solo dopo i restauri, con il Santo vescovo nella persona di Ermacora, con la mitria retta dal diacono Fortunato, entrambe nell'atto di adorare la croce presentata da Cristo Redentore. Ancora del Buzzi il paliotto mediocremente conservato, raffigurante una Madonna con il bambino tra i santi Rocco e Sebastiano, mentre i putti incorniciano uno scudo centrale a volute fitomorfe.

A completare questo ricco tesoro seicentesco sono altre due pregevoli opere nell'altare ligneo in cornu evangeli, ed in quello antistante: la tela con San Mauro, San Nicola di Bari, San Vito, di Giuseppe Buzzi datata al 1721, e quella con i Santi Floriano e Lorenzo, più tarda.
 

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