La Pieve di Santa Maria è situata nel canale di Gorto (Val Degano), su un'altura dove, secondo alcune ipotesi, esisteva fin dai tempi preromani un castelliere e poi una vedetta militare.
Il toponimo "Gorto" di origine celtica significa "luogo chiuso, protetto". Il territorio della Pieve comprendeva oltre al canale di Gorto, con Sappada, anche la Val Pesarina e la Valcalda con Cercivento.
La chiesa viene citata in documenti scritti nel 1299 ma l'origine sembra essere più antica come dimostra il ritrovamento, sul posto, di elementi scultorei attribuibili a un luogo di culto risalente all'VIII secolo. Fino a tempi recenti si riteneva che la chiesa di Santa Maria di Gorto fosse la più antica chiesa battesimale della vallata, attribuibile al V secolo, ma i recenti scavi eseguiti presso la chiesetta di San Martino hanno dimostrato che ivi esisteva una basilica paleocristiana, risalente al V secolo, con battistero monumentale e vasca battesimale, che sono i più arcaici della Carnia. In quel luogo, dunque, doveva trovarsi la primitiva chiesa di S. Maria che, in tempi di difficoltà create da invasioni, fu trasferita sul colle fra gli abitati di Agrons e Cella.
La tradizione vuole che l'edificio della Pieve fosse costruito sul luogo e con le pietre del castello di Agrons fatto distruggere dal Patriarca Ludovico di Tech dopo l'assassinio del Patriarca Bertrando in un complotto al quale forse partecipò anche Ermanno di Carnia, proprietario di quel castello. Sul colle dove si trova la Pieve esistevano un tempo anche altre tre chiesette, dedicate ai Ss. Elena e Michele, a S. Giovanni Battista, ai Ss. Giuseppe, Vincenzo, Giovanni e Paolo. Esse vennero abbattute dopo il terremoto del 1700, per lasciare posto all'attuale chiesa, che in quell'epoca fu in buona parte ricostruita e ingrandita.
Lo storico e pittore Nicolò Grassi scrive che alla Pieve erano annessi l'unico battistero e l'unico cimitero del Canale di Gorto e riferisce ancora che la chiesa fu devastata da un grave incendio nel 1370.
È documentato inoltre che la stessa fu semidistrutta da un incendio nel 1430 e che la ricostruzione, iniziata nel 1431, terminò nel 1464.
La Pieve, ora, si presenta come una basilica a tre navate e custodisce pregevoli e rare antichità: fra l'altro due busti scolpiti nel tufo, testimonianza, forse, di arte celtica; affreschi risalenti ai sec. XII - XIII con la parabola evangelica delle dieci Vergini oltre che ad una ricca raccolta di oggetti artistici e liturgici.Interessante è pure l'archivio plebanale, che custodisce anche 140 pergamene medievali, che testimoniano l'alta considerazione goduta dalla chiesa, fin da tempi remoti.
Per informazioni più dettagliate, rivolgersi alla Parrocchia di Santa Maria di Gorto a Luincis tel.0433 60358