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Sentiero del Sacro in paese.

Categoria: Turismo Religioso Torna alla Mappa
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La religiosità di un paese è testimoniata dalle sue Chiese. Anche a Paularo il percorso di visita alle Chiese consente di ricostruire una pagina importante della storia del paese. E' un percorso che può essere fatto tranquillamente a piedi, consigliamo quindi, al turista di parcheggiare l' automobile nel centro di Paularo e intraprendere una camminata che permetterà di apprezzare le bellezze che il paese montano ha da offrire. Paularo anticamente era comune delle ville di Paularo, Misincinis e Casaso. Per la posizione centrale venne scelto e posto a capoluogo di comune per i borghi della Valle d'Incaroio. Adagiato lungo il corso del Chiarsò è diviso dal medesimo torrente. Sul terrazzo prospiciente il borgo di Paularo, solitaria e signora domina protettrice la Chiesa Parrocchiale, dedicata ai Santi Vito, Modesto e Crescenza. Alla chiesa Parrocchiale si può arrivare, attraverso sia alla strada che collega Paularo a Ligosullo, sia alla scalinata in ciottolato. Il panorama dalla Chiesa Parrocchiale risulta a dir poco stupefacente. Il nostro sguardo non potrà non ammirare l'immensità e la bellezza della nostra vallata. Ritornando poi nella piazza dove svettano i secolari ippocastani prendiamo la strada verso le tre Ville (Villafuori, Villamezzo, Rio). Attraversando Via Marconi, alla nostra sinistra troviamo un sentiero che ci conduce nella frazione di Villafuori, dove possiamo ammirare la Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano. Villafuori prima di passare a frazione di Paularo era villa del comune di Villamezzo; venne ad assumere un enorme importanza essendo sede del palazzo dei Baroni Calice . Il grande caseggiato dei Calice, nella sua potenza e signorilità, porta in ombra il borgo che si presenta in casupole di gente servile. Villafuori ha una storia che esula da quella dei Calice ed è testimoniata dalla sua urbanistica di case antiche e vie acciottolate. Il nostro percorso continua verso la frazione di Villa mezzo. Borgo assai povero e popolato ebbe non pochi dissidi con il comune di Imponzo perché questi occupava i pascoli a nord della valle. Il 24 dicembre 1709 la frazione venne distrutta da un incendio e poi riedificata. Spiccano tra abitazioni moderne alcune case tipiche del '700 e il caratteristico Sacello di S. Maria di Loreto, sito in Via Giovanni da Udine. A questo punto dobbiamo ritornare verso il centro di Paularo. Recuperando ora la nostra automobile ritorniamo verso l'entrata del paese e prendiamo la strada alla nostra sinistra (di fronte al distributore IP) che ci condurrà alla frazione di Ravinis. Per arrivare a Ravinis dovremo attraversare la frazione di Misincinis, famosa per l'antica necropoli di origine celtica. Arrivati a Ravinis troviamo la chiesa del S.S. Redentore. Ravinis è formata da due borghi (di sopra e di sotto) che si vanno saldando in seguito all'espansione delle abitazioni. Famosi i costumi carnevaleschi che da qualche anno allietano i carnevali di mezza Italia. Ripartendo da Ravinis ci dirigiamo nuovamente verso Paularo e uscendo dal paese prendiamo la strada alla nostra sinistra, attraversiamo il piccolo ponte (da Turiee) e proseguiamo verso destra, passiamo la Stazione dei Carabinieri, il Parco Giochi "Saletti" e il campo sportivo, e arriviamo nella frazione di Dierico. Dierico anticamente faceva comune da solo e la sua storia cammina parallela a quella della Valle d'Incaroio. Passata sotto Paularo, è una delle frazioni di maggior riguardo, per la sua storia. Il Borgo di Dierico si presenta in un quadro montano assai pittoresco cui fa da sfondo il dolomitico Sernio. La Chiesa di Santa Maria Maggiore svetta con il suo campanile verso il cielo. Seguendo ora la strada che accosta la Chiesa ci ritroveremo nuovamente sulla strada provinciale che porta a Paularo. Alla fine del ponte svoltiamo a sinistra, proseguendo verso Tolmezzo, dovremo poi svoltare a destra per arrivare nella frazione di Salino. Questa era un tempo l'unica via per raggiungere Paularo. Salino è formato dai borghi di Salino, Lambrugno, Tavella e Castoia, fu anticamente comune dei borghi prima di essere sottomesso al capoluogo di Paularo. Fu il paese sacro alla poetessa Caterina Percoto che in una casa di Tavella trascorreva le sue vacanze. Salino è noto anche per la sua meravigliosa Cascata e per la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.Proseguiamo dunque verso Tolmezzo per la vecchia strada provinciale e, attraversando i borghi di Salino possiamo vedere da lontano il caseggiato di Trelli. A Trelli si arriva prendendo una strada a destra della vecchia provinciale. Il turista non potrà che essere attratto dall'ambiente che mostra la rusticità di un tempo. Appena arrivati nel cuore della frazione troviamo la Chiesa di San Giovanni Battista. Dalla frazione di Trelli una stradina attraversa il bosco e ci porta al Santuario della Madonna S.S. Ausiliatrice del Monte Castoia (Madone dal Clap). Il Santuario è raggiungibile in automobile soltanto dalla strada di Trelli e comunica con l'omonimo borgo (Castoia) attraverso un sentiero percorribile a piedi. Per visitare l'ultimo punto del nostro percorso dobbiamo ritornare indietro sulla vecchia provinciale e prendere la strada alla nostra sinistra, arriviamo, così, nella frazione di Chiaulis. Chiaulis è il borgo più a meridione della valle; si presenta come un borgo dalla struttura architettonica prettamente rurale, fatta di angoli che creano un labirinto di viuzze acciottolate dove all'automobile è vietato arrivare. Collegandoci al nostro percorso sacro nella piccola frazione possiamo osservare la Chiesa di San Pietro. Termina qui il nostro percorso.
 
 
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