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La Mozartina

Tematica: Arte e Cultura - Categoria: Musei - Luogo: Paularo Torna alla Mappa
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La Mozartina con il suo contenuto di strumenti musicali, custodisce un riferimento museale specialistico; motivo di assidua curiosità da parte di visitatori di varia estrazione culturale. Il bianco fabbricato che la ospita ha le dimensioni di una casa unifamiliare e conserva infatti gli elementi costruttivi dell'originaria destinazione abitativa, che si distingue per l'elegante geometria 'toscaneggiante' con finestre contornate da pietra modanata e il portale dell'ingresso finemente decorato a rombi. MDCCXLV la data scolpita sulla chiave di volta. Al centro, il cartiglio con lo stemma dei marchesi Del Negro: due leoni visti di lato occupanti l'uno la parte superiore con direzione a destra, l'altro la parte inferiore con direzione a sinistra.
Una casa signorile piuttosto che una rassegna espositiva, in cui gli strumenti musicali si inseriscono ordinatamente nell'ambiente famigliare sia pure corredato con dovizia di suppellettili: un museo vivo, composto da strumenti antichi restaurati ed esposti per essere suonati oltre che guardati.
Ogni stanza della settecentesca casa contiene alcuni di questi strumenti, ambientati in un arredo che ripropone una dimora in cui la musica può essere studiata, ascoltata e creata. Sono tangibili le analogie tra la Casa della famiglia Mozart e la "Moozartina" la cui emblematica denominazione teneramente femminile, ribadisce il maestro Canciani, vuol significare l'affettuoso omaggio al grande salisburghese ed un ricordo dedicato ai suoi amici, in particolare al carnico Gussetti, uno degli intimi della famiglia Mozart, spesso ospite a Salisburgo.
A partire dalla prima quota di calpestio, l'esposizione degli strumenti musicali si articola nei vari piani secondo un itinerario ragionato, concludendosi nell'accogliente mansarda idonea ad ospitare occasionali riservate manifestazioni concertistiche.
L?organo positivo-portativo di Gian Battista Testa (1640-1660) simile a quelli che si usavano in Roma nel XVI seccolo, s'impone, appena sfiorato dal soffitto a crociera, nella stanza-forestiera del piano terra, dove gli ospiti possono sostare intorno al tavolo centrale come per un incontro conviviale. Il maestro Canciani, che lo suona con l'orgoglio di chi ha vinto una grossa battaglia, ama raccontare la storia dello strumento; le avventurose vicende attraverso le quali ne venne in possesso; come riuscì a renderlo funzionante.
A dire il vero, tutti gli strumenti distribuiti in tre piani hanno avuto una loro storia, che Canciani conosce bene per averli individuati,
 

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